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Territorio > Geologia

Geologia del territorio di Langhe e Roero
Le Langhe videro finalmente la luce durante i successivi periodi geologici dell’era terziaria, circa trenta milioni di anni fa. Relativamente più recente il Roero. Prima d’allora era il mare della Tetide a ricoprire con le sue tiepide acque le colline dove oggi viviamo, nel loro lembo sud occidentale del Golfo Padano delimitato dall’arco alpino, le cui cime già raggiungevano alcune centinaia di metri di altezza. Infatti dal punto di vista geomorfologico le Langhe sono la prosecuzione verso nord delle Alpi Marittime Liguri, raggiungono la valle del Tanaro fino alla Bormida di Spigno, andando a confluire nelle colline più dolci del Monferrato.

Il Roero, dirama le sue colline, più giovani, al di là del fiume Tanaro, degradando dalla pianura di Carmagnola Ceresole, con profonde burroni e ripidi calanchi, segni tormentati del tempo, fino a dileguarsi verso nord-est nelle colline del basso Astigiano, ai confini con la provincia di Asti.

Il territorio albese è formato da rocce, la cui origine avvenne per sedimentazione marina durante i periodi dell’era terziaria, a partire dal più antico, l’Eocene, per proseguire nei successivi, l’Oligocene, il Miocene e il Pliocene, dando origine a tutta una serie di stratificazioni geologiche del suolo, che differiscono per struttura e granulometria delle componenti rocciose a seconda della distanza dalle coste. La loro origine e successiva emersione deve essere collegata a quei fenomeni orogenetici responsabili della nascita e dello sviluppo della catena alpina.

Tutto ciò permette di delimitare in maniera netta il territorio albese verso Sud, nei confronti della parte più elevata delle Alpi Marittime, dove sono presenti rocce di epoca precedente all’era terziaria, che fanno parte del settore sud-occidentale delle Alpi.

Approfondimenti

Evoluzione geologica del bacino terziario piemontese
La “cattura” del Tanaro
Le formazioni sedimentarie dell’albese

Bibliografia